30/12/09

L'ultimo giro di chiave...

La permanenza nella casina in Via Tal dei Molti e dei Tali era stata prolungata fino alla metà di Gennaio. Questo avrebbe portato più di un beneficio alla Signorina Wilson:


  1. maggior tempo per sistemare in valigia quei ricordi che altrimenti avrebbe lasciato al numero 34...cominciando dai profumi, dal calore, dalla luce che faceva capolino nella camera al suo risveglio;

  2. un trasloco in meno...o, piuttosto, più breve: l'ultimo giro di chiave in Via Tal dei Molti e dei Tali non avrebbe, infatti, potuto coincidere con l'inizio della sua nuova vita al numero 117 di Via delle Nuove Avventure...il tempo residuo lo avrebbe trascorso nella casa che sudava ancora la fatica dei suoi studi universitari e musicali, in compagnia della sorella.

Rassegnata a giorni di pioggia incessante, aveva trovato il suo spicchio di sole proprio in quelle quattro mura che avrebbero ospitato, fino all'ultimo capoverso di quella vita, quanto più calore possibile sprigionato da fornelli, abbracci, termosifoni e sorrisi.

26/12/09

Come un addio...

Si stavano ormai compiendo le ultime ore di vita della Signorina Wilson in Via Tal dei Molti e dei Tali.
Persino quell'impronta di Natale che aveva alloggiato al numero 34 sarebbe svanita con un colpo di mano che, per quanto delicato, doveva pur essere risolutivo.

La medesima presa energica l'avrebbe riservata anche ad ogni oggetto, ogni lembo di ricordo, ogni essenza profumata sospesa nell'aria racchiusa tra le quattro pareti picchiettate di rosa pesco.


Tutto ciò che non le apparteneva, ma che era parimenti intriso del suo vissuto quotidiano, avrebbe voluto spremerlo...


L'avidità si esplicava con altrettanta grazia attraverso i gesti, i sospiri e le parole della Signorina Wilson...


Nascondeva, in una inattesa ruvidità nei modi, tutto il suo immenso rammarico nel lasciare il mondo di libertà che aveva conosciuto, costruito e vissuto solo poco più di un anno prima.

13/12/09

Il grande Puzzle...

La Signorina Wilson stava componendo il puzzle più grande che avesse mai visto. Iniziare dagli angoli era sempre stata una strategia vincente a suo avviso, sicché, tra le quattro possibili scelte, quella che aveva avuto la meglio era stata l'angolo della casa adibito alla cucina.

Ne aveva viste di tutti i tipi: antiche, moderne, classiche, piccole, enormi, azzurre, bianche, nere, rosse e addirittura di un color arancio prorompente. Alla fine, dopo aver aperto l'anta dell'ennesimo frigorifero, aver controllato la bontà dei materiali, spalancato ogni cassetto e averne apprezzata la chiusura dolce...si era decisa: il modello scelto era Iride. Color panna e piano wengé.

Wengé...che strano nome che era...da quando lo aveva sentito pronunciare sembrava che il mondo dell'arredamento ruotasse tutto attorno a quelle 5 lettere disposte proprio in quell'ordine.
E giusto per non smentire questa evidente verità, anche il mobile da parete che aveva preso per il salotto, alternava quella singolare tonalità con un bianco candido...

La ricerca dei componenti del suo prezioso puzzle non era affatto facile e il suo pendolare tra Luminaria e Crepuscolo rendeva le cose ancor più complicate...ma il frutto dell'attesa, questa volta, avrebbe imposto, con estremo piacere, sul viso della Signorina Wilson un sorriso permanente.

07/12/09

Per un anno, un mese e 7 giorni...


Pur passando da una boccettina all'altra, la Signorina Wilson non si era certo data per vinta.

La racchetta aveva dovuto riporla per un lungo periodo, certo, ma l'inattività era un modus vivendi che mai avrebbe potuto far parte delle sue attitutidini morali e motorie.

Le giornate lontane dai campi rossi, verdi e blu le aveva passate a sfogliare una miriade di annunci immobiliari: non c'era pagina di quei giornaletti, minuziosamente colorati in copertina e tristemente monocolore all'interno, che non avesse imparato pressoché a memoria.

Dopo un mese e mezzo di ricerca, la fortuna aveva deciso di affacciarsi nuovamente su una strada più o meno parallela a quella della Signorina Wilson, e questo era il suo volto: tetto rosso, facciata rosa, persiane color verde salvia, balcone affacciato su un contesto così perfettamente in ordine che al primo sguardo la Signorina Wilson aveva proprio pensato di essere parente del signor Truman....proprio quello del famoso show.

Il suo sogno: una casa completamente sua, da crescere, imbellire, vivere, respirare...stava realizzandosi proprio nel momento di maggiore sconforto...

La casina al numero 34 di Via Tal dei Molti e dei Tali si sarebbe chiusa alle sue spalle in modo definitivo.

Si chiedeva quante delle infinite riflessioni ad alta voce, quanti sorrisi, quanti sospiri, gioie e lacrime avrebbero trovato alloggio tra il cemento che univa i mattoncini di quel piccolo gioiello che aveva vissuto le storie della Signorina Wilson per un anno, un mese e 7 giorni...