Mai come in questo periodo la Signorina Wilson constatava che l'equilibrio delle cose era quanto di più ragionevole si potesse sperare e desiderare in un momento di forte cambiamento.
Mai come in questo periodo la Signorina Wilson constatava che l'equilibrio delle cose era quanto di più ragionevole si potesse sperare e desiderare in un momento di forte cambiamento.
L'ultimo giorno di ferie la Signorina Wilson lo avrebbe trascorso con le mani tra i soliti bagagli, già parzialmente riempiti per la partenza, l'indomani, a Crepuscolo e tra sospiri farciti con doppio strato di festeggiamenti.
Doppio perché, per una strana casualità, la madre della Signorina Wilson aveva messo al mondo lei e sua sorella a distanza assai ravvicinata: un anno e quattro giorni di differenza.
Così il 5 ed il 9 Gennaio sarebbero collassati in un unico, ed alquanto impersonale, giorno di compleanno.
Ma nel 2010 quella sovrapposizione di date non l'avrebbe disturbata. La sua attenzione nasceva e si esauriva completamente in due punti: il primo, immaginabile, la casina nuova, il secondo, meno ovvio, l'uscita della nuova Wilson!
Cioè, non una nuova Signorina Wilson, ma una nuova racchetta Wilson!
L'aveva vista in anteprima e l'amore era sbocciato, esploso, si era insinuato tra i suoi capelli, scivolato sulle mani regalandole un desiderio bramoso, spasmodico, irriducibile e bruciante di poterla stringere tra le sue mani...
Avrebbe atteso questo momento.
E sarebbe arrivato.
Certo che sarebbe arrivato...