11/08/10

You Will Miss Me When I Burn

Le cose finiscono.
L'ultimo sorso d'acqua, una volta bevuto, lascia un bicchiere vuoto.
L'ultima lettera dell'ultima parola scritta con una vecchia biro fa terminare il suo inchiostro.
L'ultima canzone di un CD fa tacere qualsiasi stereo.

L'ultimo gesto d'affetto speso tra due persone si consuma senza sapere che non ci sarà alcun seguito.

Questo constatava la Signorina Wilson.

Con una forza disumana dentro valicava la tentazione di tornare indietro, di calpestare nuovamente delle orme, le sue, che straziavano l'anima per la numerosità.

Quante volte si è disposti a cedere pur di non credere all'evidenza?

Ecco, adesso era il suo turno e non lo avrebbe mancato.
Ed io che scrivo abbraccio la Signorina Wilson...abbraccio me stessa con tutto l'affetto che merito.



07/08/10

Isn't a pity...

 "C'è chi aspetta la pioggia per non piangere da solo"

- F. De André -


Si sarebbe potuta definire impercettibile la matassa di sensazioni "conseguite", comprovate, vissute e "sudate" della Signorina Wilson.

Una singolare freddezza, che non lasciava in alcun modo trasudare all'esterno, la attraversava da capo a piedi.

Non era in grado di proporsi in alcun "ruolo" riflessivo poiché quello stralcio di ispirazione che le era rimasto, e che alcuni chiamano disperazione, era in realtà la dolorosa impazienza della speranza non alimentata: il bisogno dell'organismo di prendere coscienza di uno stato nuovo.

I suoi tempi, le sue amicizie, i suoi silenzi, l'organicità della sua precedente vita tornavano prepotentemente a bussare al numero 117 di Via delle Nuove Avventure.
Bastava ascoltare il suono del campanello e, al momento giusto, spalancare la porta e dire: "Benvenuto mondo".
 

01/08/10

Howl's Moving Castle

Come era possibile preservare l'ultimo sottile strato di tessuto che separava, ancorché proteggere, la pelle della Signorina Wilson dal mondo che la circondava?
In quelle giornate la punta dell'indice destro e sinistro si erano insinuate con prepotenza e sistematica ripetitività nelle sue orecchie per permetterle di non sentire.
Avrebbe voluto poter compiere un'azione altrettanto semplice per arrestare anche le frequenze di un dolore pallido, ancora non bene identificato, compreso, accettato, concretizzato...
Ma era lì, e aveva gonfiato le nuvole nel cielo che gravava sopra la sua testa.
La ricerca del silenzio arrestava la sua corsa solo sulle note di un valzer dalla firma orientale...il riflusso di quei suoni stava portando lentamente alla deriva la marea di insoddisfazione appesa all'ombra della Signorina Wilson.