28/04/11

Orfeo, Euridice e la Signorina Wilson

"Alla musica dolce di Orfeo, cessava il fragore del rapido torrente, e l'acqua fugace, obliosa di proseguire il cammino, perdeva il suo impeto ... Le selve inerti si movevano conducendo sugli alberi gli uccelli; o se qualcuno di questi volava, commuovendosi nell'ascoltare il dolce canto, perdeva le forze e cadeva ... Le Driadi, uscendo dalle loro querce, si affrettavano verso il cantore, e perfino le belve accorrevano dalle loro tane al melodioso canto (...)".   
                                                           - Seneca -
...ma quelle stesse note perdevano forza all'approssimarsi del numero 117 di Via delle Nuove Avventure. L'estrema frazione di decibel si spegneva in prossimità dell'ultimo gradino di travertino che conduceva al portone di casa Wilson.

Ridicolo pensare che Orfeo non fosse quanto mai gradito all'interno di quelle mura!
L'impeto con il quale le braccia della Signorina Wilson avrebbero avviluppato il suo collo e la bramosia con cui le mani avrebbero afferrato i suoi indumenti morbidi e cedevoli sarebbero bastati a colmare di desiderio anche la più fredda fra le creature terrene ed ultra terrene.

Ma, inevitabilmente, il rifiuto dell'amante di Euridice conduceva gli occhi della Signorina Wilson a fissare,  notte dopo notte, il soffitto della sua camera e, se il buio delle ore tarde non le fosse stato così ostile, lei giurava che avrebbe potuto distinguere la direzione di ogni pennellata posata su quell'intonaco.   

Insonnia... insonnia...e ancora insonnia...                   

13/04/11

La vita cambia

La vita della Signorina Wilson era cambiata. 
Le parole, provenienti dalla fumosa Crepuscolo, e  sputate inaspettatamente dalla cornetta del telefono un venerdì pomeriggio, avevano sentenziato che la settimana che stava principiando sarebbe stata l'ultima in cui avrebbe costretto i suoi occhi a destarsi al sopraggiungere dell'alba, a seguire il profilo delle Apuane prima e dell'Appennino poi, per arrivare alle enormi parabole che, come un tappo di champagne, adornavano il tredicesimo piano del grattacielo a specchio che per quasi tre anni aveva ospitato i suoi labili umori.

Era la fine. Una brusca virata ad angolo retto verso la strada delle tante risposte che aveva sempre cercato nell'intricata mappa chiamata mente e che non era mai stata in grado di trovare per mancanza di  prove.

La Singorina Wilson, vestita di una cautela inaspettata, rinasceva nelle amicizie, rinasceva nel suo correre, rinasceva  nel suo tennis, rinasceva nella sua casa, rinasceva nella rinnovata possibilità di vivere la sua famiglia e in quella di vivere un legame che non fosse appesantito dall'intermittenza di un semaforo in cui il rosso coincideva con Crepuscolo ed il verde con Luminaria.

"La vita quando meno te lo aspetti cambia".  
Vero...molto vero.