31/05/11

Tra me e Beckett...

Seguo questo corso di sabbia
Seguo questo corso di sabbia che scorre
tra i ciottoli e la duna
la pioggia d'estate piove sulla mia vita
su me la mia vita che mi sfugge mi insegue
e finirà il giorno del suo inizio
caro istante ti vedo
in questa tenda di bruma che indietreggia
dove non dovrò più calpestare quelle lunghe soglie mobili
e vivrò il tempo di una porta
che si apre e si richiude

- Samuel Beckett -


Alla luce del sole anche il corpo della Signorina Wilson proiettava la sua ombra e da essa era sempre seguito. Alla luce della riflessione interiore anche la sua anima si relazionava simbioticamente con la propria parte di ombra.
Non  c'era nessuna oscura conoscenza che ancora dovesse essere appresa sul suo modus vivendi.
La chiarezza era la sua forza.  
Il suo profilo sulla terra rossa, era solamente l'espressione dell'ostacolo che i raggi del sole avevano trovato prima di franare al suolo.

25/05/11

"Dica lo giuro!"

"Dica lo giuro", e la Signorina Wilson: "Lo giuro. Giuro che non ricordo una salita più impervia di quella che sto compiendo, giuro che tanto sudore non l'ho mai sparso su un campo da tennis, giuro che le suole delle mie scarpe non hanno mai avuto logoramento maggiore di quello del mio animo, giuro che ho atteso, che ho sperato, giuro di aver contenuto la pressione morale ed emozionale con i lacci resistenti della mia razionalità. Giuro che tutto questo non è giusto!".
"Giusto? Che significato ha mai questa parola per noi che ti ascoltiamo?", dice la voce.
"N O N E' G I U S T O".
Il cuore pulsava nelle vene dei polsi e nelle tempie della Signorina Wilson.
Il sudore moltiplicava i suoi rigoli laddove il cuore pareva essersi dislocato.



"Vi giuro, signori, che aver coscienza di troppe cose è una malattia, una vera e propria malattia. Eppure sono convinta che non soltanto una coscienza eccessiva, ma la coscienza stessa è una malattia."
- Fëdor Dostoevskij -





20/05/11

Parzialmente nuvoloso...

Parzialmente nuvoloso.
Piogge irregolari nel pomeriggio, probabili schiarite in tarda serata.

Tale sequenza metereologica trovava un riscontro alquanto evidente nel microclima umorale della Signorina Wilson che, utilizzando gli oscuri termini tratti dal mondo dell'economia, avrebbe potuto agevolmente prevedere la predisposizione del suo volto al bello o al cattivo tempo, semplicemente attualizzando la situazione dell'anno precedente.

Era lecito dire che non solo la storia si ripeteva, ma lo faceva anche rincarando ciò che a suo tempo era stato definito come spreco: che si trattasse poi di energie, di sorrisi, di pianti o quant'altro era un livello di accurattezza previsiva davvero eccessivo ed impraticabile.


....
Little darling
The smiles returning to the faces
Little darling
It seems like years since its been here
....




16/05/11

Bugie

La bugia era divenuta lo strumento con cui la Signorina Wilson misurava la sua mancanza di certezze, con cui viveva una realtà blandamente protesa verso l'evoluzione di un rapporto, con cui nascondere l'insoddisfazione nel constatare che la suddetta propensione era solo un fatto, non un istinto.

Ma la verità era che quel passo verso il  progresso nessuno lo avrebbe mai compiuto.
La verità erano le note di Here Today....



                                                          

06/05/11

Storie di balocchi e giostrine

La Signorina Wilson non aveva mai amato i parco giochi. Amava solo i parchi senza i giochi.
Aveva sempre pensato che le fiere di paese fossero soltanto una inutile movimentazione di gente che, senza apparente scopo, si disperdeva tra bancarelle  di vario genere affogando i propri denti su indecenti porzioni di zucchero colorato.

Rispondeva, a chi glielo avesse chiesto, che la confusione era quanto di più lontano potesse esistere da lei.

Nonostante la doverosa premessa, qualche affinità tra quel mondo trasudante di urla e i suoi balocchi mentali doveva pur esserci; dimostrazione ne era stata la lunga pausa che la Signorina  Wilson si era concessa nel seguire, scatto dopo scatto, l'evoluzione dell'ottovolante o del più rassicurante  brucomela.  
Le acrobazie aeree dei trabiccoli di allora come delle talentuose macchine moderne, erano del tutto simili alle escursioni termiche, mentali, psicologiche e morali della Signorina Wilson che nel suo disperato tentativo di atterrare sana e salva da qualche parte si riscopriva abilissima nei tripli salti mortali o in quelli in avanti con doppio avvitamento.

Quindi lei era una giostra con soli due posti disponibili. Modesta forse, ma colorata di un'unica tinta accesa e calda, affatto eccessiva ma certamente concreta,  blandamente cigolante ma pur sempre sicura.
In unico sorriso volava, dagli angoli della bocca della Signorina Wilson, l'ardito paragone...

"Che la giornata abbia dunque inizio!".

02/05/11

L'idea è affascinante

"E avendo più idee, ebbero più sofferenze"
- Gustave Flaubert -

Accertata la sua propensione nel costruire qualcosa per aria, la Signorina Wilson si era fermamente convinta del fatto che, sotto questa ipotesi, sarebbe stato molto più proficuo, una volta tanto, costruire castelli che case di carta.
Era la rivincita delle idee sfacciatamente tenere e cotonose sulla razionalità che spinge i piedi di ogni individuo ad essere ben saldi a terra per evitare spiacevoli faccia a faccia con realtà non propriamente confortanti.  
Così quel sabato di fine mese gli occhi della Signorina Wilson si erano posati su un altare, su un signore vestito di bianco con le braccia rivolte verso l'alto, sul suo assistente che ribadiva la sua età con costanti colpi di tosse, su due giovani ragazzi ai lati di una coppia che, non più giovane e a distanza di oltre trent'anni, aveva deciso di confermare la sua promessa di fedeltà ed amore.
E Lei era lì e si meravigliava di come la sua voce, pur non proferendo parola, potesse rompersi in un singhiozzo anche nell'immaginario confuso che attraversava la sua testa che in perfetta sincronia con le parole udite: "...io prendo te come mio sposo..." era impegnata a costruire la guglia del sopra citato castello.
Il romanticismo corrompe gli animi...e se quello della Signorina Wilson era quanto mai irrimediabilmente spacciato si augurava che tale esubero potesse garantire un sicuro contagio nell'immediato vicinato.