25/05/11

"Dica lo giuro!"

"Dica lo giuro", e la Signorina Wilson: "Lo giuro. Giuro che non ricordo una salita più impervia di quella che sto compiendo, giuro che tanto sudore non l'ho mai sparso su un campo da tennis, giuro che le suole delle mie scarpe non hanno mai avuto logoramento maggiore di quello del mio animo, giuro che ho atteso, che ho sperato, giuro di aver contenuto la pressione morale ed emozionale con i lacci resistenti della mia razionalità. Giuro che tutto questo non è giusto!".
"Giusto? Che significato ha mai questa parola per noi che ti ascoltiamo?", dice la voce.
"N O N E' G I U S T O".
Il cuore pulsava nelle vene dei polsi e nelle tempie della Signorina Wilson.
Il sudore moltiplicava i suoi rigoli laddove il cuore pareva essersi dislocato.



"Vi giuro, signori, che aver coscienza di troppe cose è una malattia, una vera e propria malattia. Eppure sono convinta che non soltanto una coscienza eccessiva, ma la coscienza stessa è una malattia."
- Fëdor Dostoevskij -





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