Visualizzazione post con etichetta La nuova casina. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta La nuova casina. Mostra tutti i post

07/05/10

Un abbraccio commosso all'arredamento...

"Amo la pioggia, lava via le memorie dai marciapiedi della vita..."
- Woody Allen -

"E quanti mai saranno i marciapiedi lavati nelle ultime due settimane?", si ripeteva la Signorina Wilson...

La pioggia scivolava sul suo volto non per bagnarlo, bensì per sporcarlo di una prepotente irrequitezza che sconfinava immancabilmente in stanchezza.

Quella mattina la Signorina Wilson l'aveva spesa nel compiere quanti più gesti, doveri, lavori, attitudini fisiche e psicologiche, mestieri e inciampi, fosse stata capace di portare a termine con cura e raccapricciante zelo.

Il teatrino delle buone intenzioni avrebbe avuto luogo fino a quando il cellulare, appoggiato sul tavolino di cucina, non si fosse animato di suoni e luci...bene auguranti per la notizia che, sperava, avrebbero portato con sé.

Lo squillo si era fatto attendere circa 5 ore. 

La successiva lieve pressione del dito pollice della Signorina Wilson sul tasto, contrassegnato da una cornetta rossa, aveva reso  il cielo sopra la sua testa, azzurro nonostante la pioggia non avesse ceduto al sole il terreno ed i marciapiedi che stava lavando con tanta persistenza.

La buona notizia era arrivata: l'intervento, per quanto delicato, era andato a buon fine.

"Un abbraccio commosso all'arredamento...", contenitore di tanta ansiosa attesa.

03/05/10

Accomodatevi pure nel mio salotto...

La vita della Signorina Wilson quel fine settimana si era dispiegata, srotolata e distesa quasi interamente nel suo salotto...la pioggia non aveva lasciato alcuna tregua: batteva forte sulle strade, forte sui gerani del balcone, forte sui vetri delle camere, forte sugli ombrelli di coloro che, nonostante tutto, non cedevano il passo all'umidità della giornata pur di mettere il proprio naso fuori di casa...

In un contesto così sfavorevole il peso della malinconia avrebbe, probabilmente, colto alla sprovvista anche chi, distrattamente, si soffermasse a leggere queste poche righe...

Tuttavia nell'animo della Signorina Wilson spirava un vento di scirocco: caldo, prepotente nella sua forza...ma certamente ottimo, a suo avviso, per procedere di alcune miglia nella navigazione e nelle sue fluttuazioni mentali.

Il viaggio non era in solitario...disteso sul divano alla sua sinistra c'era di nuovo Lui che condivideva con Lei uno sguardo attento e puntuale verso lo schermo della TV che trasmetteva la finale degli internazionali di tennis...sotto il cielo di una Roma altrettanto bagnata.
Uno scatto perfetto nella sua semplicità.
Geniale nell'improvvisazione.
Caldo perché svincolato da ogni convinzione ed imposizione...

24/04/10

Lo strano gioco del caso...

Grazie all'inevitabile necessità che determina il corso degli eventi, vale a dire il caso, la Signorina Wilson aveva vestito, quel fine settimana i panni da infermiera.

 L'ospite che, volente o nolente, si era insediato nella sua casina era proprio Lui.
Esattamente Lui.
Senza alcun dubbio Lui.

La sorpresa di entrambi era pari alla reticenza, espressa da una sola delle due parti, di rendere quella permanenza non già occasionale quanto piuttosto permanente.

Le tanti digressioni mentali che invadevano prepotentemente la testa della Signorina Wilson erano state sottoposte ad una vigorosa centrifuga, la stessa che le aveva dato una pace insperata, ancorché desiderata.
I suoi gesti si susseguivano con la naturalezza del mesteriante non svogliato, piuttosto, accorto e premuroso: termometro, ghiaccio, cibo, pulizie, cure gentili, silenzi, tachipirina...
Ogni atto di quella singolare commedia si era svolto nella casina in Via delle Nuove Avventure, sempre al numero 117.
Non c'erano applausi né proteste per quello spettacolo, solo vita vissuta in salute da una parte e in malattia dall'altra, dalla strana coppia: Lui e la Signorina Wilson.

16/04/10

Parlando del naufragio in una tazzina di caffè...

Mani in pasta e testa tra le nuvole la Signorina Wilson stava preparando la sua prima torta al caffè.

Chiunque la conoscesse bene, l'avrebbe certamente descritta come un'amante sincera e fedele di questa bevanda preziosa e, per certi versi, misteriosa.

Del resto, le decisioni più importanti la Signorina Wilson le aveva sempre prese ascoltando il tintinnio di un cucchiaino affogato tra le pareti di una tazzina, non una qualunque, ma quella smaltata dai ricordi della vacanza a Praga.

Quel fine settimana si diceva convinta di volerlo trascorrere con tranquillità...era l'unico modo che conosceva per scacciare via dalla sua testa le ombre dei soliti numerini troppo piccoli per un corpo, il suo, così esigente di vita, corsa, aria aperta, tennis, sorrisi, arrabbiature, convinzioni sbagliate e convinzioni corrette, di viaggi tra Crepuscolo e Via delle Nuove Avventure...

Tutto non si poteva avere, questo se lo ripeteva sempre, ma: " Diamine, qualche punto in più si!!"..fossero stati anche semplici decimali!

I 50 minuti di cottura erano terminati e la casina della Signorina Wilson pareva fosse naufragata in una tazzina di caffè...non una qualunque...sempre quella smaltata dai ricordi di una nostalgica Praga.

06/04/10

Miniature di vita...

La Signorina Wilson stropicciava gli occhi con le mani ancora rapprese nei due pugni riscaldati dalle coperte che, quella mattina, ancora la avvolgevano.

Non era affatto tardi ma la luce faceva già capolino dalla tenda che nascondeva la porta finestra della sua camera.

La breve pausa che l'aveva separata dal suo pendolare tra Crepuscolo e Via delle Nuove Avventure era stata certamente produttiva:

  1. altri elementi di arredo avevano trovato la loro collocazione nella sua splendida casa;

  2. con la racchetta aveva detto la sua in campo;

  3. aveva goduto della vicinanza della sua famiglia;

  4. si era divertita infinitamete alla finale degli internazionali di tennis;

  5. ...ma più importante: aveva condiviso il suo tetto con l'affetto per lei più grande..
Questa perfetta miniatura di vita vissuta in poco più di tre giorni aveva invigorito le radici delle sue ragioni...aveva fugato via dalla sua testa ogni debolezza, nonché irragionevole desiderio di vedere il mondo attorno a lei assumere talmente tante sfumature da non riuscire più a capire la vera matrice del colore che le generava.
Il suo sentire sarrebe stato da ora in poi: rosso, giallo, verde, nero, blu...non beige.
La punta delle sue dita non avrebbe più confuso il tratto deciso di carboncino o sanguigna su carta bianca:  quelli erano i suoi pensieri, non potevano spegnersi, né opacizzarsi...piuttosto li avrebbe stesi con il bucato fresco, li avrebbe starnutiti con la sua allergia, sbadigliati la sera, cantati assieme alla voce che usciva dagli altoparlanti dello stereo...

Con questo calore si apprestava a vivere la prossima partenza per Crepuscolo.

01/02/10

La prima notte...

La notte del 31 Gennaio la Signorina Wilson aveva chiuso gli occhi portando con sé l'immagine di un soffitto diverso: bianco, profumato di nuovo ed inconfondibilmente suo.
In Via Tal dei Molti e dei Tali non era rimasto niente di diverso da un anno, un mese o poco più, di ricordi. La porta si era richiusa alle sue spalle alle 17 e 46 minuti emettendo un'eco assoluta: suono puro e deciso, sudato e voluto, malinconico e accaldato.
E se una porta si era chiusa, l'altra, quella al numero 117 di Via delle Nuove Avventure, si era spalancata come a prendere la prima vera boccata di ossigeno.
Le pareti erano nude e candide come la pelle di un neonato che avesse emesso il primo vagito, per contro, ogni angolo del pavimento si era popolato di svariate qualità di sacchetti ricolmi di ogni sorta di cimelio rapito alla precedente vita.
La prima notte la Signorina Wilson l'avrebbe passata ad ascoltare un inconsueto silenzio. Un silenzio che camminava sui bordi delle mattonelle nuove, risaliva sugli stipiti delle porte, lasciava tracce sui vetri, percorreva i ricami della sola tenda presente nella casa, risaliva sul letto della Signorina Wilson per terminare il suo viaggio nell'unico timpano che avrebbe riconosciuto quella vibrazione come sua.
La notte del 31 Gennaio la parola gioia si era riconciliata, nel vocabolario della Signorina Wilson, con il suo significato.

25/01/10

Una nuova alba, una nuova luna e un nuovo sole...

Mai come in questo periodo la Signorina Wilson constatava che l'equilibrio delle cose era quanto di più ragionevole si potesse sperare e desiderare in un momento di forte cambiamento.

Così se una casa si svuotava, l'altra si riempiva, se la prima risultava facile da pulire l'altra si ricopriva di polvere in un batter d'occhio, se da una parte diceva addio, dall'altra diceva un semplice buongiorno accompagnato da un sorriso.

Questa speculare simmetria le permetteva di mantenere quell'ordine mentale senza il quale l'ansia per ritardi, disguidi e quant'altro non le avrebbero consentito un avanzamento costante ancorché faticoso.
Il Bacio di Klimt aveva lasciato la sua sede originaria e con lui anche la Notte Stellata e il Campo di Grano di Van Gogh, due foto dei Batles di cui una all'Ed Sullivan Show, la matriosca comprata a Praga assieme alla tazzina nella quale ogni mattina la Signorina Wilson dava credito al suo caffè...
Ogni cosa partecipava, con la sua inerzia, all'esodo che da Luminaria muoveva, 6/7 Km più in là, al numero 117 di Via delle Nuove Avventure.
I tempi erano maturi...mancavano solo 6 giorni alla nuova alba, alla nuova luna e al nuovo sole.

30/12/09

L'ultimo giro di chiave...

La permanenza nella casina in Via Tal dei Molti e dei Tali era stata prolungata fino alla metà di Gennaio. Questo avrebbe portato più di un beneficio alla Signorina Wilson:


  1. maggior tempo per sistemare in valigia quei ricordi che altrimenti avrebbe lasciato al numero 34...cominciando dai profumi, dal calore, dalla luce che faceva capolino nella camera al suo risveglio;

  2. un trasloco in meno...o, piuttosto, più breve: l'ultimo giro di chiave in Via Tal dei Molti e dei Tali non avrebbe, infatti, potuto coincidere con l'inizio della sua nuova vita al numero 117 di Via delle Nuove Avventure...il tempo residuo lo avrebbe trascorso nella casa che sudava ancora la fatica dei suoi studi universitari e musicali, in compagnia della sorella.

Rassegnata a giorni di pioggia incessante, aveva trovato il suo spicchio di sole proprio in quelle quattro mura che avrebbero ospitato, fino all'ultimo capoverso di quella vita, quanto più calore possibile sprigionato da fornelli, abbracci, termosifoni e sorrisi.

26/12/09

Come un addio...

Si stavano ormai compiendo le ultime ore di vita della Signorina Wilson in Via Tal dei Molti e dei Tali.
Persino quell'impronta di Natale che aveva alloggiato al numero 34 sarebbe svanita con un colpo di mano che, per quanto delicato, doveva pur essere risolutivo.

La medesima presa energica l'avrebbe riservata anche ad ogni oggetto, ogni lembo di ricordo, ogni essenza profumata sospesa nell'aria racchiusa tra le quattro pareti picchiettate di rosa pesco.


Tutto ciò che non le apparteneva, ma che era parimenti intriso del suo vissuto quotidiano, avrebbe voluto spremerlo...


L'avidità si esplicava con altrettanta grazia attraverso i gesti, i sospiri e le parole della Signorina Wilson...


Nascondeva, in una inattesa ruvidità nei modi, tutto il suo immenso rammarico nel lasciare il mondo di libertà che aveva conosciuto, costruito e vissuto solo poco più di un anno prima.

13/12/09

Il grande Puzzle...

La Signorina Wilson stava componendo il puzzle più grande che avesse mai visto. Iniziare dagli angoli era sempre stata una strategia vincente a suo avviso, sicché, tra le quattro possibili scelte, quella che aveva avuto la meglio era stata l'angolo della casa adibito alla cucina.

Ne aveva viste di tutti i tipi: antiche, moderne, classiche, piccole, enormi, azzurre, bianche, nere, rosse e addirittura di un color arancio prorompente. Alla fine, dopo aver aperto l'anta dell'ennesimo frigorifero, aver controllato la bontà dei materiali, spalancato ogni cassetto e averne apprezzata la chiusura dolce...si era decisa: il modello scelto era Iride. Color panna e piano wengé.

Wengé...che strano nome che era...da quando lo aveva sentito pronunciare sembrava che il mondo dell'arredamento ruotasse tutto attorno a quelle 5 lettere disposte proprio in quell'ordine.
E giusto per non smentire questa evidente verità, anche il mobile da parete che aveva preso per il salotto, alternava quella singolare tonalità con un bianco candido...

La ricerca dei componenti del suo prezioso puzzle non era affatto facile e il suo pendolare tra Luminaria e Crepuscolo rendeva le cose ancor più complicate...ma il frutto dell'attesa, questa volta, avrebbe imposto, con estremo piacere, sul viso della Signorina Wilson un sorriso permanente.