24/04/10

Lo strano gioco del caso...

Grazie all'inevitabile necessità che determina il corso degli eventi, vale a dire il caso, la Signorina Wilson aveva vestito, quel fine settimana i panni da infermiera.

 L'ospite che, volente o nolente, si era insediato nella sua casina era proprio Lui.
Esattamente Lui.
Senza alcun dubbio Lui.

La sorpresa di entrambi era pari alla reticenza, espressa da una sola delle due parti, di rendere quella permanenza non già occasionale quanto piuttosto permanente.

Le tanti digressioni mentali che invadevano prepotentemente la testa della Signorina Wilson erano state sottoposte ad una vigorosa centrifuga, la stessa che le aveva dato una pace insperata, ancorché desiderata.
I suoi gesti si susseguivano con la naturalezza del mesteriante non svogliato, piuttosto, accorto e premuroso: termometro, ghiaccio, cibo, pulizie, cure gentili, silenzi, tachipirina...
Ogni atto di quella singolare commedia si era svolto nella casina in Via delle Nuove Avventure, sempre al numero 117.
Non c'erano applausi né proteste per quello spettacolo, solo vita vissuta in salute da una parte e in malattia dall'altra, dalla strana coppia: Lui e la Signorina Wilson.

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