15/02/12

Tutti hanno cento

La Signorina Wilson aveva ricevuto quella sera un prezioso insegnamento: tutti hanno cento.
Ogni persona, nella sua unicità, possiede una pluralità di beni di varia natura: materiali, spirituali, intellettuali, logici, costruttivi, distruttivi...

Dato questo punto di partenza, globalmente condivisibile, la conseguente diversificazione fra individui risulterebbe implicata dalla percentuale con cui questi beni sono ripartiti tra loro.

Può dirsi felice una persona che possieda 95 punti di bellezza e soli 5 da spendere in tutto ciò che è ad essa complementare? E 90 punti di intelligenza? 90 di capacità affettiva?

La Signorina Wilson si era persuasa del fatto che solo una immatura istintività avrebbe potuto far rispondere affermativamente alle domande precedenti: l'estrema ricchezza di uno solo dei beni di cui si dispone, altri non è che estrema povertà della restante parte.

E allora, con le dita usate come fossero un pallottoliere, riscopriva tutta la sua infinita cura nel parcellizzare la sua vita, ora dopo ora, in modo tale da vivere con totale spontaneità una varietà di evenienze piuttosto che eccellere nella conoscenza di una sola di esse...

Non era superificialità, ma solo aprire gli occhi oltre un orizzonte disegnato troppo vicino alla sua ombra.

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