26/10/09

Tappi gialli e tappi bianchi

Stanca e arriciolata sul suo letto, la Signorina Wilson lasciava che tutte le sensazioni che le attraversano il corpo andassero, infine, a posarsi sui suoi occhi che parlavano più della bocca di un oratore.

Le speranze di stare finalmente meglio erano tutte contenute nella boccettina del mattino, e in quella dell'ora di pranzo...la prima, tappo giallo, era dolce con un retrogusto tanto forte che pareva fosse in grado di dilatare le papille gustative della lingua più insensibile e foderata al gusto; quella del pranzo, tappo bianco, era più delicata, ma difettava dell'impossibilità di poter sciogliere la polvere in essa contenuta nonostante i minuti spesi in una vigorosa centrifuga manuale.
La Signorina Wilson avrebbe voluto:

  1. correre fino a sentir battere il cuore in gola;
  2. giocare a tennis su ogni superficie, anche su quelle che non amava particolarmente;
  3. percepire la stanchezza, quella vera e sana, delle sue gambe;
  4. coricarsi sul suo letto solo la sera...e non durante la giornata..
  5. scrivere con la rapidità e spontaneità di qualche tempo addietro.
  6. ...

Non ci sarebbe voluto ancora molto.

Voleva avere fiducia.

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