23/02/10

Punto e virgola!

Le forze stavano riprendendo a fluire lungo le braccia desiderose di sostenere nuovamente il peso di una racchetta e nelle gambe, pur sempre stanche, della Signorina Wilson.
Forse il peggio era passato o forse no, fatto sta che questo era un inutile dettaglio.
La Signorina Wilson aveva imparato che un risultato nel lavoro o uno nella sua convinzione tennistica, uno stato d'animo o uno stato fisico, un giorno di sole o uno di pioggia, erano un fatto puramente puntuale, non estendibile né a ritroso né nell'imminente.
Convinta di questa assunzione, che magicamente si era concretizzata nella sua testa dopo la prima notte di un vero sonno ristoratore, si era persuasa che l'unico modo di affrontare un fatto puntuale era esattamente quello di considerarlo come tale. Un punto non ha peso in sé...figuriamoci nell'arco di un giorno, una settimana o una vita intera!
Ragionamento semplicistico, ma notevole in efficacia e forza.
Ed era proprio quella forza che aveva deciso di migrare negli arti della Signorina Wilson regalandole il sorriso.
Era tornata a lavoro e, pur non potendo pendolare tra Luminaria e Crepuscolo, aveva deciso di rendere fruttuosa la sua inconsueta permanenza, nello stesso posto, per oltre 7 giorni. 
Questi i suoi obiettivi:

  1. respirare la sua casina nuova;

  2. gioire per la presenza della madre e della padre;

  3. assistere alla partenza della sorella;

  4. curare l'azalea contenuta nel vaso blu cobalto;

  5. ascoltare la sua musica: quella della sua maturità come quella della sua giovinezza..

  6. ...
Erano passi: decisi, voluti e ben equilibrati.

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