15/03/10

Incertezza

L'umore della Signorina Wilson sviluppava le sue radici vitali nell'incertezza e nell'irrequitezza. Osservava se stessa, i passi compiuti, i sacrifici intrapresi con coraggio e non poca determinazione. I suoi occhi avevano inquadrato il suo volto paffuto di bambina, quello di ragazza tuffato nei libri di matematica, di narrativa romantica e di musica...ma il primo piano lo riservavano a ciò che oggi lei era: una donna. 
Una donna con una voglia folle di vivere la sua età, di seguire i suoi ritmi, i suoi desideri, tutto ciò che il suo istinto, abbracciato al cuore, le sussurravano sulla pelle, agli orecchi, alla vista... 
Lei era questo. 
Non poteva vivere su altri binari che quelli. 
Diceva arrivederci a ciò che di bello, folgorante e vivo aveva vissuto fino a quel giorno.
Non lo avrebbe perso, scorreva nelle sue vene ormai, respirava nei suoi pori, nessuno escluso...
Lo avrebbe semplicemente vissuto in un altro scenario, con altri protagonisti, con la possibilità, questa volta, di dare ad ogni cosa il giusto spazio, la sua importanza. 
Senza più compromessi. 
E' così che aveva deciso di diventare donna...consapevole dell'incertezza del confine tra gioia e dolore. 

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