06/04/10

Miniature di vita...

La Signorina Wilson stropicciava gli occhi con le mani ancora rapprese nei due pugni riscaldati dalle coperte che, quella mattina, ancora la avvolgevano.

Non era affatto tardi ma la luce faceva già capolino dalla tenda che nascondeva la porta finestra della sua camera.

La breve pausa che l'aveva separata dal suo pendolare tra Crepuscolo e Via delle Nuove Avventure era stata certamente produttiva:

  1. altri elementi di arredo avevano trovato la loro collocazione nella sua splendida casa;

  2. con la racchetta aveva detto la sua in campo;

  3. aveva goduto della vicinanza della sua famiglia;

  4. si era divertita infinitamete alla finale degli internazionali di tennis;

  5. ...ma più importante: aveva condiviso il suo tetto con l'affetto per lei più grande..
Questa perfetta miniatura di vita vissuta in poco più di tre giorni aveva invigorito le radici delle sue ragioni...aveva fugato via dalla sua testa ogni debolezza, nonché irragionevole desiderio di vedere il mondo attorno a lei assumere talmente tante sfumature da non riuscire più a capire la vera matrice del colore che le generava.
Il suo sentire sarrebe stato da ora in poi: rosso, giallo, verde, nero, blu...non beige.
La punta delle sue dita non avrebbe più confuso il tratto deciso di carboncino o sanguigna su carta bianca:  quelli erano i suoi pensieri, non potevano spegnersi, né opacizzarsi...piuttosto li avrebbe stesi con il bucato fresco, li avrebbe starnutiti con la sua allergia, sbadigliati la sera, cantati assieme alla voce che usciva dagli altoparlanti dello stereo...

Con questo calore si apprestava a vivere la prossima partenza per Crepuscolo.

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