25/07/10

Sole, tormento e profumo di asfalto...

L'odore dell'asfalto bagnato si era lentamente insinuato nelle narici della Signorina Wilson prima ancora di avere chiaro, nella sua testa, che, in effetti, stava piovendo. 

Il malinconico panorama incorniciato dalla porta finestra del salotto, era quanto mai appropriato al suo stato d'animo.
Il repentino cambiamento climatico nei cieli di Luminaria era non solo paragonabile a quelli che più volte aveva "subito" a Crepuscolo, ma anche a quanto stava accadendo in qualcosa di meno vasto e globalizzato del cielo: il suo cuore.

La catena che sosteneva la curiosa altalena fra ciò che desiderava, sentiva e voleva e ciò che raggiungeva aveva superato il massimo carico consentito.

Nella caduta la Signorina Wilson, che era riuscita anche a sorridere di quella (e in quella) oscillazione pressoché infinita, aveva perso molto...a fronte della perdita, l'acquisizione più grande sarebbe stata tornare a camminare lungo una linea retta.
Lo avrebbe fatto tanto da sola quanto in compagnia.
Non avrebbe voltato lo sguardo all'indietro per aderire a pentimenti puramente emotivi, li avrebbe compresi, certo, ma non più perseguiti.

I desideri della Signorina Wilson avevano oltreppassato la sua capacità di frenarli, non già per rinnegarli, quanto per postporli in un futuro confusamente prossimo.
La storia di ripeteva: Barcellona oggi, come Praga ieri.

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