18/10/10

6-2, 6-3

Basta una singola goccia per far traboccare un bicchiere e quella goccia, finalmente, aveva deciso di abbandonare il mondo cilindrico in cui risiedeva da circa 4 anni, ed irrigare la porzione di tavolo su cui posavano le sue origini.

Con lo stesso indugiare la Signorina Wilson quella Domenica era scesa in campo: la terra rossa strideva sotto le suola delle sue scarpe, la gonnellina seguiva fedelmente il suo passo verso la postazione, mentre la racchetta comprimeva le linee del cuore, della vita e della fortuna della sua mano destra.


A bordo campo uno stormo di occhi seguivano le sue azioni: taluni amorevoli, altri avversarsi, incuriositi, disperati e disperanti, fiduciosi e collerici...

Lo stato emozionale della Signorina Wilson si accendeva e si spegneva in un batter di ciglio: l'azione disperdeva le sue tensioni, la quiete le riaccendeva.

Dopo circa un'ora e mezzo di gioco il giallo delle palline era sfumato in un rosso mattone esattamente come le guance di colei che per la prima partita di torneo della sua vita aveva portato a casa una vittoria: 6-2, 6-3!!

Brava Signorina Wilson!



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