19/11/10

Palline in bottiglia

Altre due vittorie si erano aggiunte alle precedenti e con esse altrettanta soddisfazione...

Accadeva allora che la Signorina Wilson pensasse alla punta delle sue dita non più come ad una estremità del suo corpo, quanto piuttosto come ad un transitorio che la conduceva dritta dritta alla benevola rigidità della sua racchetta.

Allo stesso modo le sue scarpe da gioco radicavano nella terra rossa quasi a volerla coltivare o, piuttosto, a trarne sali preziosi per corse sfrenate.

Ora, nonostante la sua audacia onirica, la Signorina Wilson si imbatteva anche in pensieri quanto mai concreti: lo spettro delle sue fragilità era sempre lì a gettarle ombra sugli occhi e la nottata trascorsa fra dolori e pianti non le aveva certo regalato un sorriso.
La convivenza con ciò che remava contro il  suo benessere si rivelava a volte insostenibile...nonostante tutto, vuoi per incoscienza o per circospetta consapevolezza di poterla fare franca, la Signorina Wilson aveva iniziato anche quella giornata indossando la sua tuta...

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