13/04/11

La vita cambia

La vita della Signorina Wilson era cambiata. 
Le parole, provenienti dalla fumosa Crepuscolo, e  sputate inaspettatamente dalla cornetta del telefono un venerdì pomeriggio, avevano sentenziato che la settimana che stava principiando sarebbe stata l'ultima in cui avrebbe costretto i suoi occhi a destarsi al sopraggiungere dell'alba, a seguire il profilo delle Apuane prima e dell'Appennino poi, per arrivare alle enormi parabole che, come un tappo di champagne, adornavano il tredicesimo piano del grattacielo a specchio che per quasi tre anni aveva ospitato i suoi labili umori.

Era la fine. Una brusca virata ad angolo retto verso la strada delle tante risposte che aveva sempre cercato nell'intricata mappa chiamata mente e che non era mai stata in grado di trovare per mancanza di  prove.

La Singorina Wilson, vestita di una cautela inaspettata, rinasceva nelle amicizie, rinasceva nel suo correre, rinasceva  nel suo tennis, rinasceva nella sua casa, rinasceva nella rinnovata possibilità di vivere la sua famiglia e in quella di vivere un legame che non fosse appesantito dall'intermittenza di un semaforo in cui il rosso coincideva con Crepuscolo ed il verde con Luminaria.

"La vita quando meno te lo aspetti cambia".  
Vero...molto vero.

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