02/05/11

L'idea è affascinante

"E avendo più idee, ebbero più sofferenze"
- Gustave Flaubert -

Accertata la sua propensione nel costruire qualcosa per aria, la Signorina Wilson si era fermamente convinta del fatto che, sotto questa ipotesi, sarebbe stato molto più proficuo, una volta tanto, costruire castelli che case di carta.
Era la rivincita delle idee sfacciatamente tenere e cotonose sulla razionalità che spinge i piedi di ogni individuo ad essere ben saldi a terra per evitare spiacevoli faccia a faccia con realtà non propriamente confortanti.  
Così quel sabato di fine mese gli occhi della Signorina Wilson si erano posati su un altare, su un signore vestito di bianco con le braccia rivolte verso l'alto, sul suo assistente che ribadiva la sua età con costanti colpi di tosse, su due giovani ragazzi ai lati di una coppia che, non più giovane e a distanza di oltre trent'anni, aveva deciso di confermare la sua promessa di fedeltà ed amore.
E Lei era lì e si meravigliava di come la sua voce, pur non proferendo parola, potesse rompersi in un singhiozzo anche nell'immaginario confuso che attraversava la sua testa che in perfetta sincronia con le parole udite: "...io prendo te come mio sposo..." era impegnata a costruire la guglia del sopra citato castello.
Il romanticismo corrompe gli animi...e se quello della Signorina Wilson era quanto mai irrimediabilmente spacciato si augurava che tale esubero potesse garantire un sicuro contagio nell'immediato vicinato.



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