21/11/13

Memorabilia

In quell'autunno inoltrato la Signorina Wilson avrebbe vissuto un inverno anticipato.

Le sue certezze si erano infrante davanti alla cancellata del luogo in cui ognuno è destinato a muovere gli ultimi passi pur senza lasciare orma alcuna.

Avrebbe abbandonato la valigia carica di feticci di un passato ancora scomodo da digerire, in un posto qualunque: all’angolo di una strada, in un cantuccio sporco, o abbandonata in un cassonetto di seconda mano come un vecchio cimelio di inservibili memorabilia.

Perché la vita si incarica di pianificare il nostro destino.
Perché è raro che una felicità nasca dal desiderio che l'ha ardentemente voluta.

E tutto insieme, tutte le voci,
tutte le mete, tutti i desideri,
tutti i dolori, tutta la gioia, tutto il bene e il male,
tutto insieme era il mondo.
Tutto insieme era il fiume del divenire,
era la musica della vita.

- Hermann Hesse -
da PensieriParole <http://www.pensieriparole.it/aforismi/vita/frase-102367?f=w:131>

22/10/13

Future days

Proprio perché ciò che è intenso penetra più profondamente nelle pieghe visibili della pelle e in quelle impercettibili di quel gingillo fastidioso chiamato cuore. Lui, proprio lui che se poi te lo scordi eccolo pronto a rimbombarti nelle orecchie nelle apnee notturne...quelle in cui sei pronto ad affogare con coraggio, tanto la mattina ti svegli con un salvagente attaccato al collo.

Proprio perché la conoscenza delle cose avviene nel modo più insolente e inopportuno.

Proprio perché la Signorina Wilson quella mattina aveva immaginato un ragazzino diventare uomo senza prendergli la mano.

Se i piedi di uno potevano ancora stampare delle orme nel fango quelli dell'altro avrebbero spazzato via del vento, lo stesso che aveva spostato i capelli della Signorina Wilson dopo i quattro giri di chiave uscendo di casa quella mattina.

"Ciao, ti abbraccio forte!".

10/10/13

Sulle coincidenze...

La Signorina Wilson aveva seguito una logica lineare nel dichiarare, all'immagine incorniciata dallo specchio della sua camera, che le coincidenze, forse, sono dei fenomeni molto comuni.
La quotidianità ne è densamente piena, ma per sfortuna o eccessiva superficialità, di metà di esse non ci accorgiamo neanche, le lasciamo passare così, come fossero fuochi artificiali fatti brillare in pieno giorno.

Forse, si chiedeva, se avesse desiderato con tutte le porosità del suo cuore, che quell'evento non divenisse realtà, allora tutte le coincidenze che erano affiorate nel suo campo visivo portando il loro messaggio, l'avrebbero aiutata a far qualcosa. Essere operativa, reattiva, efficiente e determinante.

La Signorina Wilson era persuasa del fatto che obbedire incondizionatamente a ogni sincronicità quotidiana equivaleva al volere, inconscio, di non uscire dalla solita autostrada dell’esistenza, quella che si percorre ad occhi chiusi con certosina sistematicità.

Così quel giorno un'emorragia di pensieri era scoppiata non solo nella sua testa.
Così quel giorno un pensiero moriva e l'altro rimaneva aggrappato al sottile file che divide la vita dalla non vita.




28/05/13

Come un canovaccio

In quelle convulse giornate le punte degli indici, destro e sinistro, si erano insinuate con prepotenza e sistematica ripetitività, nelle orecchie della Signorina Wilson per permetterle di non sentire.
 
Avrebbe voluto poter compiere un'azione altrettanto semplice per arrestare le voci che rimbalzavano nella sua testa densa di incroci, autostrade spianate, strade sterrate ed anguste vie di san pietrini...perfetti per gli inciampi improvvisi...
 
E di quello si era trattato, una caduta così inaspettata da sembrare una bozza di canovaccio teatrale: "...esiste una trama, certo, ma per i dettagli occorre aspettare l'estro del creatore...".
 
"E allora sai che ti dico? Se vuoi pubblico devi far ridere la gente...le lacrime impressionano, certo, ma l'empatia, quella vera, val bene il sorriso rincasato di chi, per vederti, ha staccato un biglietto salato...".
 
Maniche frenate dai gomiti piegati in segno di operosità.
Occhi come due fessure: uno in allerta, l'altro in cerca del buio del sonno..
 
E così sia.
E così è sempre stato.
E così sempre sarà.
 

26/05/13

Vuoto a rendere

Se c'era una cosa capace di lasciare sgomenta la Signorina Wilson era la sofferenza, presto tradotta in impotenza, altrui.

Aveva constatato, infatti, che la maggior parte dei soggetti che, per disgrazia o brutale dedizione, attraversano un momento di dolore, non esistono parole né gesti utili al raggiungimento di un reale miglioramento.

"Chi soffre ha bisogno di continuare a farlo...non fosse altro che per estrinsecare il proprio sentire fino a consumazione. Può essere una bottiglia per alcuni, una fiaschetta per altri o addirittura una damigiana piena: la rovesci e devi sperare che tutto il contenuto scorra via il più presto possibile".

Questo era quanto si ripeteva la Signorina Wilson.
Che poi il dolore uno mica se lo sceglie? Ma puoi decidere, ne era convinta, quanto credito dargli per non soccombere sempre.

Una ricetta tanto facile per quanto poco praticata attorno a lei.
Una sofferenza è tanto istruttiva quando un vuoto a rendere: si sceglie un'etichetta nobile quasi fosse un vino pregiato,  si appoggiano le labbra per constatarne l'asprezza desiderata, ci si disseta fino a bruciarsi la gola per il desiderio incontrollato di averne di più...ma ciò che conta è restituire il vuoto che ti lascia...e magari ci scappa pure un compenso per l'avvenuta restituzione.

"Così è, per me."

Piegando la gamba destra con una pallina costretta tra il fianco della sua scarpa e il piatto corde della racchetta, ne sfruttava il rimbalzo per raccoglierla, come fosse l'ultimo pensiero prima di portarsi a fondo campo.


22/08/12

Please don't spoil my day, I'm miles away and after all I'm only sleeping...

"Possibile mai che le giornate siano già così brevi? "
Alla luce di quanto irrimendiabilmente appurato, un'unica esclamazione le esalò dalla bocca: "Gesù!"

No, la Signorina Wilson non ne voleva proprio sapere di un altro autunno, un altro inverno....piumini, maglioni...al solo pensiero la pelle d'oca increspava le sue braccia pressoché istantanemente.

Le vacanze erano state brevi.
Si era trattato, in effetti, di un ritorno alle origini: quei quattordici giorni li aveva trascorsi nella sua amata isoletta, accanto alle persone a lei più care.
Bagni di sole e di mare, del buon tennis e piacevolissime passeggiate che avrebbero rinvigorito l'estro creativo del più scarso fra i fotografi

Spiaggia
- Le Viste -
...il rientro in ufficio non sarebbe stato, oltretutto, meno traumatico.
Il suo lavoro le piaceva, certo, ma una vacanza era pur sempre una vacanza!
E per non essere tentata dalla voglia di aprire un calendario ed andare alla ricerca di ogni possibile ponte ... chiuse gli occhi, mise le cuffie agli orecchi e John le disse : "I'm only sleeping" ...e lei: "...please don't spoil my day, I'm miles away  and after all, I'm only sleeping!!"

17/04/12

Lottiamo insieme!!

Oggi non sono la Signorina Wilson ma semplicemente Elena che chiede a tutti quelli che passeranno di qui di lottare assieme a me contro le Leucodistrofie.
Ci vuole amore nella vita e dimostrarlo significa sapere aiutare con forza, energia ed altruismo chi ne ha bisogno.

Questo http://leucolotta.blogspot.it/ è il blog che con Erica e Marco, amici o ancor più fratelli,  stiamo scrivendo per far conoscere a chi come me, prima dell'esperienza lì raccontata e vissuta, non conosceva questa terribile realtà.

Si cambia nella vita, si cresce ... e a me piace pensare che si può scegliere di farlo in meglio, per noi stessi e per chi ci vuole veramente bene.